Prendo spunto per questo post da un commento lasciatomi da Miss Piperita su questo blog. L’obiettivo principale è quello inizialmente di spiegare punto punto come installare il client ufficiale, scaricabile dal sito Last.fm; in secondo luogo analizzarne le features principali e capire come e se sostituirle con un software nativo per linux, Last-exit.
Installare Last.fm
Cominciamo quindi con lo scaricare dal sito i binari del programma: dalla propria dashboard selezionare la linguetta Scarica; selezioniamo, se non ci viene impostata di default, la piattaforma linux e quindi clicchiamo su scarica. In pochissimo tempo avremmo i nostri binari. Decomprimiamo tutto in una cartella qualunque, ad esempio “~/src”.
Ora siamo pronti per installare il tutto. Prima cosa da fare è installare le dipendenze; last.fm richiede infatti le librerie di alsa e le librerie QT. Per fare questo lanciamo:
$ sudo apt-get install libasound2-dev libqt4-dev
Fatto questo, lanciamo i consueti:
$ ./configure && make
e tutto dovrebbe essere a posto.
Se vogliamo però concludere con classe (e mantenere un’installazione di Ubuntu pulita) possiamo copiare la cartella last.fm-1.3.1.0 all’interno della cartella /opt, in modo da rendere l’accesso al programma disponibile per tutti gli utenti, e creare un link simbolico all’eseguibile all’interno della cartella /bin, in modo da poter lanciare il programma ovunque noi ci troviamo. Per fare questo:
$ sudo mv last.fm-1.3.1.0 /opt
$ sudo ln -s /opt/last.fm-1.3.1.0/bin/last.fm /usr/bin
Ora basterà lanciare
$ last.fm
da linea di comando per aprire il programma. Diamogli un’occhiata.
Principali features di Last.fm
Ecco come si presenta la finestra principale:
Nella barra a destra è possibile sfogliare le opzioni più comuni legate al proprio profilo last.fm, quelle per intenderci presenti anche sul sito. Il tutto è diviso in due sezioni: la prima permette di gestire le radio, la seconda permette di tenere sotto controllo le proprie statistiche, come le canzoni appena ascoltate/scrobblate, i tag, i vicini e gli amici. Con un semplice doppio click su una tag o sul nome di un amico è possibile far partire la radio relativa. Un doppio click su una canzone ne farà partire l’esecuzione (o in alternativa una breve anteprima, a seconda se il pezzo sia o meno disponibile nel database di last.fm). Infine la comoda barra in cima permette di eseguire alcune principali operazioni sui pezzi che stiamo ascoltando: taggarli, raccomandarli, segnarli come preferiti o come odiati
Nel complesso il programma è stabile, brutto, ma proprio brutto, da guardare, ma funziona degnamente, e ha un discreto numero di feature che i maniaci di last.fm non possono lasciarsi scappare. Tuttavia lo trovo ingombrante, caotico e soprattutto brutto (l’ho già detto?). La mia alternativa?
Last-exit come alternativa a last.fm
Last-exit è un piccolo software scritto in Mono già presente nei repo di Ubuntu (credo nei multi/universe). Per installarlo (anche se oramai sappiamo come si fa, repetita juvant):
$ sudo apt-get install last-exit
Ecco come si presenta:

Come potete vedere voi stessi l’interfaccia è all’opposto: occupa pochissimo all’interno dello spazio desktop e tutto è raggruppato in poco spazio. Come il precedente volendo possiamo nasconderlo nella tray. Sono presenti anche qui le principali opzioni: taggare, segnare come preferita o odiata, mostrare le info sulla traccia e scrivere una pagina del proprio blog last.fm a partire dalla traccia in questione. Cliccando sull’elenco delle radio possiamo dare un’occhio agli stream disponibili:

le opzioni sono praticamente le stesse del client ufficiale.
Per i temerari segnalo questa discussione sul forum di ubuntu, che spiega nelle ultime pagine come patchare last-exit in maniera tale da permettergli di salvare gli stream. L’opzione è molto interessante, peccato che, almeno a me, non funzioni.
A mio modo di vedere l’unico problema di last-exit è la sua scarsa stabilità. Mi capita diverse volte che esca inutilmente, o si rifiuti di far partire uno stream. Non accade così spesso da renderlo inutilizzabile, ma abbastanza da essere fastidioso. Tutto sommato rimane la scelta migliore tra i due software. Non resta che provarli entrambi.


2 comments
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18 Luglio, 2007 a 7:41 am
evrix
sul sito di last.fm c’e’ pure il pacchetto per ubuntu (non so se fuziona per tutte le distribuzioni simildebian)
ps: ma se sono sorgenti (parlo dell’altro pacchetto…) come fanno ad essere pure binari?
18 Luglio, 2007 a 11:27 am
InQuieto
Hai ragione, un’imprecisione mia. L’archivio contiente i sorgenti, non i binari. Una svista.
Per quanto riguarda il deb, l’ho visto, ma non l’ho provato, e ho preferito mostrare come compilarlo per permettere anche a chi non ha ubuntu di installarlo (chiaramente i pacchetti per le dipendenze saranno differenti, ma per il resto la procedura è molto simile su ogni linux). Per lo stesso motivo ho linkato l’home page di last-exit, da cui è possibile prelevare i sorgenti, anche se non si dispone di una Ubuntu.