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Essendo un appassionato di Giochi di Ruolo, e ormai da un po’ di tempo che ho cominciato a collezionare tutto il materiale reperibile facente parte di una vecchia espansione per Advanced Dungeons and Dragons, Planescape. Mai tradotta in italiano, Planescape ottenne un discreto successo all’estero, ma non venne mai tradotta per il suo carattere estremamente “particolare”. La TSR pensò di tradurre ambientazioni molto più canoniche come ad esempio i Forgotten Realms, ma pensò fosse azzardato investire in Planescape, dta la complessità dei temi trattati e la difficoltà oggettiva nel tradurre i manuali: tratto distintivo di Planescape era (è) infatti lo slang di Sigil, completamente inventato, che contraddistingue gli abitanti dei piani, coloro che, si potrebbe dire, “sanno”, dagli “ignari”, coloro che provengono dai “piani materiali”. Se da un lato queste e altre caratteristiche resero Planescape un prodotto di nicchia, dedicato ad una ristretta cerchia di giocatori dal palato fine, dall’altro ne decretò il successo totale, tanto da essere considerata da i suoi fan L’ambientazione per eccellenza. A convincere questa cerchia di appassionati fu senza dubbio anche l’enorme cura impiegata nella stampa dei manuali, illustrati con enorme bravura da un allora esordiente ma quanto mai geniale Tony DiTerlizzi, che diede un taglio visionario all’opera ridefinendo sostanzialmente alcuni stereotipi del disegno fantasy. Per completezza cronachistica aggiungerò che la Black Isle, sull’onda del successo di Baldur’s Gate, pubblicò un videogioco, anch’esso mai tradotto in italiano, dal nome Planescape: Torment, che ebe un discreto successo e che è ricordato tutt’ora come uno dei capolavori videoludici nel genere.

Questo e molto altro mi hanno fatto innamorare di questi manuali, e eBay è un ottimo posto dove trovare a prezzi ragionevoli materiale su Planescape. Tempo fa tra gli altri acquisti sono riuscito a mettere le mani per pochi euro su alcune avventure scritte per essere giocate nei piani, e ho concluso con il mio gruppo “The Eternal Boundary” proprio ieri. Non avendo mai provato avventure precostruite (sempre snobbate) sono rimasto stupito dalla bellezza di questo modulo, costruito ad arte e molto giocabile.

NOTA BENE: la recensione che segue non contiene grossi elementi di spoiler sulla trama, ma potrebbe anticipare qualcosa. Ho tentato di non mostrare i principali colpi di scena o i risvolti della trama, tuttavia consiglio la lettura SOLO ai Dungeon Masters.

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Ieri sera, Wolfango live al Circolo Magnolia di Segrate (come vi avevo segnalato). Wolfango. Non sono un granchè come recensore, ma la serata di ieri sera merita due parole. O tre, e magari anche quattro. Wolfango è tornato.

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Ieri il Circolo Magnolia mi ha regalato una serata come aspettavo da tempo, ospitando gli svedesi Deltahead nel loro tour italiano. E devo ammettere che, nonostante sia stato costretto ad organizzarmi all’ultimo momento, percorrere diverse centinaia di Km a poche decine di km/h, fare le ore piccole dopo una interminabile giornata di (In)Civil Servizio, ne è realmente valsa la pena. Come mai? Beh, riassumendo:

CONTRO della SERATA: l’odiosissima tessera ARCI. ANche quest’anno c e l’avete fatta, a farmela fare, e almeno non è Dicembre…

PRO della SERATA: i Deltahead… Ragazzi, era parecchio tempo che non vedevo qualcuno spaccare a questa maniera.

I Deltahead sono un gruppo provenienta dal freddo nord, Svezia per intenderci, ma di freddo non hanno niente. Prendete, chessò, i White Stripes, e fategli fare quello che dovrebbero e potrebbero fare. Sound buono, bello potente. Impatto visivo niente male, tutto sommato divertente, tanto da convincere persino me, che notoriamente odio buffonate tipo trucco e balletti. Inostri sono in due, chitarra e contrabbasso, con due grancasse e charleston suonate “coi piedi” (non male, proprio con i piedi!), che sopperiscono alla mancanza della batteria. Il risultato è ottimo, un grunge misto punk misto HC, ovviamente con un bello sfondo di delta blues fornito dalle sonorità molto fifties della chitarra rigorosamente slide. Pezzi veloci, forse alla lunga ripetitivi e con scarse idee, ma tant’è, così dev’essere, diretti e potenti. E coinvolgenti, che non è poco. Di date in Italia i Deltahead ne faranno un altro po’, se vi capita andate a vedere questi non-morti del blues. E magari prendetevi il dischetto, che ho sentito si trova tranquillamente in Italia (io l’ho preso al banchetto, ma un amico mi ha assicurato di averlo preso qua alla Casa del Disco di Varese).

Le altre date le trovate o sul sito ufficiale (www.deltahead.se) o sul profilo Myspace del gruppo

 N.B. Per errore il post era finito tra le bozze invece di essere pubblicato, ma me ne sono accorto tardi. Si riferisce comunque al concerto di Mercoledì 14